IL PSORIASI

Il sporiasi è una malattia della pelle di origine non ben conosciuta, in parte genetica. Questa affezione dermatologica tocca 2% della popolazione.

L'epidermide si rinnova troppo rapidamente, in solamente quattro a sei giorni, al posto delle tre settimane abituale, ciò genera infiammazione localizzate. Le cellule epidermiche si accumulano alla superficie della pelle e formano uno strato di forfore bianche chiamata squame. Perfettamente innocue, hanno nonostante lo svantaggio di non essere estetiche.

Nella sua forma benigna, il psoriasi si limita al cuoio cappelluto, unghie, ginocchi, gomiti, piedi, mani, e spesso agli organi genitali. Nei casi gravi, si stende e può gadagnare la totalità del corpo.

Il psoriasi conosce due periodi propizi: tra 10 e 20 anni, e soprattutto tra 50 e 60 anni. Per manifestarsi, questa affezione infiammatoria ha bisogno di un terreno ereditario e di un fattore scatto. Se uno dei due genitori è affetto, il rischio per il bambini di svilupparla è di 5 a 10 %.

Questa dermatosi cronica si evolve in modo individuale, con delle spinte, ma anche remissioni nel corso delle quale le lesioni spariscono. Si dice allora che il psoriasi è "imbiancato". La tregua ha una durata variabile e la remissione spesso incompleta. Nell'assenza di trattamento curativo, è tuttavia possibile di dominare il psoriasi, diminuire la stesa delle lesioni e migliorare la vita dei pazienti.


Le spinte di psoriasi conoscono spesso fattori scatti: infettuosi e soprattutto psicologici (stress). La consumazione regolare di alcol avrebbe un effetto aggravante (spinte più frequente e più difficile a trattare).


L'alimentazione deve essere sana e buona, senza alcol. Bisogna ridurre le cereali, particolarmente il grano, il pane, la pasta, ed evitare i prodotti lattieri.

Attenzione allo stress che può spesso scatenare una spinta.

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